14 March 2008

the city

allora sì, finalmente l'ho vista. e l'ho vissuta questa città, come nemmeno avrei sospettato. il mito per me nasce alla vista delle foto di Margaret Bourke White, soprattutto quelle scattate dal Crysler. lei stava là, appollaiata come un'aquila, protesa nel vuoto a centinaia di metri di altezza. per fare una foto, capisci?, ma parliamo di foto così.
potrei vendermi l'anima se fossi sicura di poter catturare gli stessi colori, se fossi sicura di restituire con questa forza la pienezza di un volume e la pulizia di una linea. i miei occhi si riempiono di luce quando vedo le sue foto. quindi la City era anche un po' lei, ecco tutto.
sono bastati tre giorni qui per farmi un buco nel cuore. a buon intenditor, poche parole.

10 December 2007

accattatevillo

e il toro si porta a casa un 4a0 che fa scuotere la testa al Chino e fa esultare il pueblo nerazzurro anche se, occorre dirlo, il primo tempo non è stato dei migliori. L'Inter è squadra solida, non si scompone come il ciuffo di Zanna e macina punti con una facilità sconcertante; forse ha ragione De Rossi quando dice che è frustrante stare dietro ad una squadra così. eppure il passato ci insegna a non illudersi mai, scivolare è facile e gli interisti hanno già preso talmente tante mazzate da poterle raccontare a trenta generazioni future. ecco diciamo che se i ragazzi tengono duro fino a marzo mettendosi nelle condizioni di non poter perdere il campionato, si salpa per la coppa campioni. questo è il vero obiettivo di stagione. non dimentichiamoci che la stra-blasonata Juve in europa ha vinto pochissimo e che il Milan vince anche da zoppo. bene, noi possiamo prenderci tutto. I want it all, and I want it now

15 November 2007

sic et simpliciter

ho scritto poco e lavorato molto, ultimamente. diciamo che mi sono resa conto di non essere che una blogger saltuaria, con una scarsa passione per l'esternazione pubblica. sarà forse che alla scena preferisco il retroscena? sì, forse sì, ma anche qui dipende, insomma nessuno è una cosa sola, e tra quei nessuno ci sono anche io. mentre i giorni e le mie domande sulla vita passano veloci, continuo a seguire il campionato e la mia amatissima squadra. lei sì corre veloce, inciampando a volte qua e là, ma non è forse un neo a rendere perfetto un volto? i due gol presi dal CSKA per esempio sono stati il preludio di una partita da favola con un finale da sogno. alla fine, l'Inter viene fuori sul difficile. sic et simpliciter. OLE'

27 September 2007

la fenice nerazzurra

Grande la mia amatissima inter che come l’araba fenice risorge ogni volta che la danno per defunta e incenerita. Ieri pomeriggio di fronte ad un collega VIOLA mi era scappato un pronostico da sogno per l’imminente partita con la Roma. Il 2-2 si è magicamente avverato e ci ha portato sul cucuzzolo del monte, in condominio con i giallorossi. La roma è forte e gioca mooolto meglio di noi. Se esce taddei, entra aquilani, mica pizze e fichi! Quindi ci può stare che sabato ci rifilino due pere prima di mandarci sotto la doccia. Ovviamente spererò nel miracolo: gol di adriano (forse esagero?) e autogol di totti per godere fino in fondo. Vabbè, ho esagerato dai.

2 July 2007

PUMP UP THE VOLUME

Vagando qua e là su internet trovo una perla di notizia: il nuovo premio post-maturità sono un paio di tette nuove… scüüüüüüüüüüüüüüüüsa?
Come dici pregoooooo?
Leggo oltre perché il san Tommaso che c’è in me non vuole mollare.

Ahimè è tutto vero. Fate un giro qui per toccare con mano. Agghiacciante.

26 June 2007

Suazo sì, Suazo no, Suazo mavalà

ieri si è felicemente concluso il tira-e-molla più caldo dell’estate: Suazo ha ritrovato la penna e ha firmato per l’inter. Ah, ecco, volevamo ben dire. Poi però aspetta un attimo, quello sulla maglia ha il numero 9, uhm, cosa ne sarà del fagiolone? Di Adriano intendo.
Dalla sardegna lui dice di voler rimanere all’Inter e io sinceramente non so cosa augurarmi. Se resta, per favore che non sia un anno come quello appena trascorso. Abbiamo fatto una fatica boia a credere che l’ombra dell’Imperatore sia sempre la sua e non quella di qualcun altro. Poi però l’idea che se ne vada un po’ rattrista. Eh già, noi con i brasiliani abbiamo un conto in sospeso e Adriano poteva in qualche modo curare qualche vecchia ferita. La prima volta che ho visto Adri era in un’amichevole estiva contro il Real Madrid. C’era una punizione da 25 metri o giù di lì da tirare e lui si è buttato nel gruppetto dei ragazzi per dire ‘tutti fermi la tiro io’. Da quella punizione è venuta fuori una rasoiata tesa e maestosa che ci ha lasciato a bocca aperta. Un gol da favola. Col senno di poi vien da pensare che la consapevolezza lo abbia fregato, anziché aiutarlo. Vabbè, sarà, comunque una sera l’ho incrociato, è un ragazzo… è giovanissimo! Troppo piccolo per le responsabilità che ha e per l’assedio che soffre. Non è mai bello fare paralleli, ma di Kakà non ne trovi un altro…

22 June 2007

Io amo quest'uomo

Sono ormai piu di 150 anni che non mi perdo una puntata di Colombo. Negli anni, ho piantato delle grane storiche pur di non perdermi neanche un minuto-secondo di trasmissione. C’è qualcosa di magnetico nel programma. Diciamo che la formula è non è trita, è stra-trita e dopo la prima puntata già sai come si svilupperà la trama, eppure non esiste nessun altro programma che abbia mai esercitato su di me lo stesso fascino ipnotico. Ci sono puntate che so praticamente a memoria: quella della coppia di scrittori in cui uno ammazza l’altro portandolo al cottage (che ho tra l’altro scoperto essere una puntata pilota), quella della diva che vive negli studios e che ha seppellito il marito sotto la fontana del giardinetto, quella dell’investigatore privato che viene smascherato per una lente a contatto e via dicendo. Colombo è un’istituzione sacra della mia vita televisiva alla quale non rinuncerei per niente al mondo. Lui i colpevoli li annusa subito, li riconosce dall’odore e li incastra con quello strabismo disarmante al quale non posso resistere. È un mix di buon senso contadino, fiuto poliziesco e intelligenza che ti inchioda, no dico, come si fa a resistere ad un uomo così? In più le sue puntate sono un pozzo di informazioni sullo stile e sul design degli anni sessanta: la colonna sonora, la sigla, le tappezzerie degli interni, i colletti assurdi delle camicie, i pigiama palazzo delle signore, le ciglia finte e le cotonature dei capelli, i pantaloni strizzati dei protagonisti maschili… è un pozzo infinito di informazioni visive che arricchisce il gusto di una puntata di cui ormai so tutto, purtroppo. Ma non importa, continuerò imperterrita a vederlo alla domenica sera, c’era una leggenda metropolitana che raccontava di milioni di lettere di protesta inviate al direttore del palinsesto di rete4 in seguito alla sua decisione di non mandarlo più in onda. La morale è che non sono sola, so che in giro ci sono altri malati come me che non vogliono guarire. Ma perché dovremmo, in fin dei conti?

19 June 2007

we will play it again


Mi basterà sapere che da qualche parte sei, e che prima o poi ci rivedremo.
Buon viaggio amico mio

13 June 2007

Hiding Women

L’altro giorno sul Corriere Magdi Allam raccontava che l’università americana del cairo, a detta sua l’ultimo baluardo dell’istruzione laica e liberale, ha introdotto l’obbligatorietà del velo per le sue studentesse.
Stiamo parlando di ‘niqab’ cioè il velo integrale, imposto alle studentesse dalla solerte magistratura egiziana.
Io, che non sono certo un’esperta del mondo islamico, continuo a non capire la necessità di nascondere le donne. La domanda è sincera, perché?
Cosa spinge a dover frapporre qualcosa tra il mondo maschile e femminile? Io dico paura. Anzi sono sicura, paura. Ma di cosa? Perché ci cerca sempre di umiliare le donne? Perché chiuderle dietro un velo, è davvero possibile che il viso di una donna faccia paura? La questione è ovviamente molto più complessa e sicuramente più dolorosa di quanto io la dipinga qui. Ma pensateci un po’, a cosa possa voler dire vivere la vita con un lenzuolo di tela spessa sulla testa. Si riesce ad imparare a relazionarsi con il mondo? Come si fa a dare un bacio a un’amica? E a mangiare in mensa? Non lo so, non mi immagino, sento solo un vago senso di oppressione.
Fossimo mai tentati di difendere il diritto di portare il velo qui in occidente, pensiamoci davvero bene, prima di decidere.